Siracusa, scritta in arabo offensiva su monumento: beata m..chia agli italiani

Siracusa, scritta in arabo offensiva su monumento: beata m..chia agli italiani

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Una scritta offensiva in arabo è stata trovata nella notte tra il 25 e il 26 dicembre a Siracusa, proprio di fronte al tempio di Apollo. Sembrerebbe che qualche provocatore abbia scritto “Una beata m..inchia a tutti gli italiani”. In realtà l’esatta traduzione è “bel cavolo” ma in effetti l’intercalare per antonomasia in siciliano non è di facile traduzione. Il senso però è stato molto chiaro.

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Siracusa, scritta in arabo offensiva per gli italiani

Stando al quotidiano Siracusanews, sconosciuti nella notte tra il 25 e il 26 dicembre avrebbero imbrattato la piazza con una scritta provocatoria dipinta con una bomboletta di colore nero. Sul posto la Polizia municipale ha chiamato Ramzi Harrabi, interprete e mediatore culturale, per avere la traduzione letterale e poi ha avviato le prime indagini con l’aiuto anche della Digos. Gli inquirenti stanno esaminando le immagini del servizio di video sorveglianza della zona ma non sembra comunque nulla di grave, al massimo una sciocca bravata. Con un cuore sotto la frase.

L’analisi del testo divide i traduttori

La scritta è stata fortunatamente tolta dal personale Tekra che si occupa del lavaggio strade di Siracusa. Ma a ore di distanza ancora si dibatte sul significato ufficiale di quella scritta. Il cuoricino in fondo alla frase realizzata con vernice spray nera sulla pietra bianca di largo XXV luglio aveva tratto in inganno. Secondo il sito Siracusaoggi i diversi traduttori chiamati in causa concordano su due cose: la parola “m..chia” e la parola “italiani”. Anche se, quest’ultima è quella che fa più discutere. Si tratta infatti di “talin” termine che indica gli italiani ma anche, in base al contesto, anche un nome donna. In effetti i diversi dialetti arabi rendono il tutto più difficoltoso. Nel frattempo la polizia sta prendendo le immagini delle telecamere della zona per provare a risalire all’imbrattatore perché “m..chia” o no, sempre di vandalismo si tratta.

Cosa significa l’epiteto usato

M..chia è una parola di origine siciliana che significa pene, ma che viene usata anche come intercalare, esclamazione o insulto. Si è diffusa in tutta Italia grazie alla popolarità di film, libri e serie televisive ambientati in Sicilia, come Il padrino e Il commissario Montalbano. Inoltre, è diventata una forma di identificazione culturale per i siciliani che vivono fuori dalla loro regione, e un modo per esprimere il loro orgoglio e la loro appartenenza. La parola può essere usata per esprimere stupore, meraviglia, rabbia, disprezzo, ironia o affetto. Può anche essere usata come rafforzativo di altri aggettivi o avverbi, come in “m..chia bella” o “m..chia bene”. Resta una parola molto versatile e ricca di sfumature, ma anche molto volgare e potenzialmente offensiva, quindi va usata con cautela e rispetto.

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